Giappone perduto 2.0

Il decennio perduto dell’economia giapponese forse è tornato, ma stavolta non è colpa della bolla immobiliare. A complicare la situazione economica già molto fragile di Tokyo è la disputa territoriale sulle isole chiamate Senkaku dal Giappone e Diaoyu dalla Cina. Sette chilometri quadrati di superficie disabitata che riempiono da mesi le pagine dei giornali asiatici e le riunioni politiche, e che hanno scatenato una guerra diplomatica senza precedenti nel mar Cinese.
1 NOV 12
Ultimo aggiornamento: 16:05 | 11 AGO 20
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Il decennio perduto dell’economia giapponese forse è tornato, ma stavolta non è colpa della bolla immobiliare. A complicare la situazione economica già molto fragile di Tokyo è la disputa territoriale sulle isole chiamate Senkaku dal Giappone e Diaoyu dalla Cina. Sette chilometri quadrati di superficie disabitata che riempiono da mesi le pagine dei giornali asiatici e le riunioni politiche, e che hanno scatenato una guerra diplomatica senza precedenti nel mar Cinese. Nel mese di settembre le proteste contro il Giappone dei cinesi hanno portato al boicottaggio dei prodotti esportati da Tokyo. Il colpo è arrivato subito all’industria dell’auto: le vendite in Cina della Toyota sono crollate a settembre del 40 per cento rispetto al 2011. Honda, che aveva superato con dati positivi la crisi post terremoto, ha dovuto rivedere al ribasso la previsione sui volumi per il 2012-2013 (-20 per cento sugli utili netti). E mentre il Fmi si limita a un richiamo verbale nei confronti della Cina, c’è chi sospetta di più. Chen Jian, ex diplomatico cinese, in un discorso a Pechino riportato dal Nyt ha detto che l’America non sta facendo abbastanza per risolvere la crisi. E lo sta facendo di proposito: “La disputa è una bomba a orologeria e Washington sta usando il Giappone per avere un tornaconto in Asia”. Molti analisti hanno notato come la parola Cina sia stata pronunciata 53 volte nel dibattito tra Obama e Romney del 22 ottobre. La parola Giappone mai.
Lunedì la Banca del Giappone ha aumentato di 11 mila miliardi di yen il programma di acquisto di asset. E’ la seconda manovra nel giro di pochi mesi per combattere la deflazione e per stimolare l’economia sull’orlo della recessione.